Assaggiamolo il mondo. Berimbau, mangiare brasiliano a Potenza

Assaggiamolo il mondo. Berimbau, mangiare brasiliano a Potenza

Bando al provincialismo, stasera churrasco.
E pure buono. Trovata l’alternativa al sushi quando abbiamo bisogno di molta più proteina e ferro.

Potenza, per noi, se continui così, con la sperimentazione agroalimentare di altre culture, per noi davvero puoi essere “ovunque”. L’ovunque per cui ci piace essere cittadini del mondo. E questo pezzo di picagna è veramente spettacolare. Come il resto della carne che stiamo assaggiando. Cotta allo spiedo su brace al punto giusto, con la crosta ma con tutti i liquidi e succhi esattamente al loro posto. Sapori ordinari e straordinari insieme. Ordinari di carne cucinata con maestria, proprio come ti aspetti che la carne debba essere. Straordinari per i tagli insoliti a cui non siamo abituati e quindi anche ad una cottura differente da quella che faremmo noi che abbiamo a che fare spesso solo con bistecche, tagliate e simili.

Funziona così nello stile della churrascheria. C’è un buffet e si può andare quando si vuole a riempire le foglie. All can you eat, ma non esagerate subito anche se avete fame. Il consiglio del gentilissimo proprietario brasiliano è quello di gustare il menù churrasco completo. Almeno 5 spiedi di tagli di carne diversa che a rotazione vengono portati a tavola per tagliare direttamente nel piatto le fette a coltello. Noi abbiamo avuto modo di assaggiare le piccole salsicce e le costine di maiale, la spinacina, il capocollo di maiale, la picagna (che è il codone di manzo) e il cupim. Ogni tanto andando al buffet per prendere qualcosa a contorno tra verdure, fagioli, gamberi ed altro. Per concludere l’ananas allo spiedo con zucchero e cannella. Squisito, mi è piaciuto tanto alla fine e non solo per l’illusione comune che l’ananas sgrassi.

Un menù di piatti brasiliani, stuzzicherie ma anche pizzeria. Un luogo elegante e tranquillo, arredato con molto gusto e una buona musica brasiliana in sottofondo. Abbiamo assaggiato un dolce al cioccolato veramente buono, non mi sono però segnata il nome.

Un consiglio disinteressato. Assaggiatelo il mondo, lasciate ogni tanto perdere le vostre sicurezze, cambiate abitudini, sperimentate, godetevi quello che non conoscete, provate tutto. Enjoy!

Complimenti al Berimbau e in bocca al lupo per l’attività. Ci vedremo spesso, secondo me.

Berimbau – Via Isca del Pioppo 16685100, Potenza, Italia (+39 346/6464704)

 

PS siccome una volta facevo la foodblogger (e mi pagavano pure, magari diciamolo che ogni tanto il blogging mi ha dato qualcosa, testimonianza qui http://www.catepol.net/scrivo-altrove/detto-fra-noi/ la raccolta dei testi per UNILEVER a firma @catepol) e di cibo e mangiar bene mi capita per lavoro e per piacere sempre più spesso di assaggiare e fotografare qualcosa, potrei… dico potrei, scrivere di food a modo mio in questo 2018…stay tuned.
Che a chiamarsi food blogger oggi lo fanno tutti… con due ricette, due. (e qui nel blog c’è pure la rubrica “Oggi cucina catepol” quando ancora avevo tempo di preparar qualcosa…)

— Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: Assaggiamolo il mondo. Berimbau, mangiare brasiliano a Potenza – Catepol 3.0 Catepol 3.0 by Catepol is licensed under a Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 2.5 Italy License. Necessario il consenso per la pubblicazione dell’intero post altrove.–

Fonte: Assaggiamolo il mondo. Berimbau, mangiare brasiliano a Potenza

I vini italiani più apprezzati negli USA

I vini italiani più apprezzati negli USA

Gli Stati Uniti sono una nazione che è da sempre innamorata dei prodotti enogastronomici italiani. In questo contesto, l’infatuazione per il vino made in Italy è una realtà consolidata e confortata dai numeri. Infatti, grazie ai suoi 325 milioni di abitanti circa, gli USA sono i maggiori consumatori di vino al mondo.

Va da se che con questi numeri, il mercato enologico americano è una ghiotta opportunità per gli imprenditori vinicoli nostrani.

Negli ultimi anni si è registrato un aumento dei consumi di vino locale, proveniente dalla California. Per questo le aziende che oggi vogliono fare business negli USA per vendere i loro vini, si trovano davanti ad un mercato più difficile da penetrare rispetto al passato.

D’altronde i vini californiani sono ottimi. Ma questo non deve far pensare ad un arretramento dei consumi di vino italiano. Etichette come Chianti, Brunello e Barolo la fanno ancora da padrone e, nell’immaginario collettivo, sono sempre i migliori vini del mondo.

Ma quali sono i vini italiani più apprezzati dagli americani?

I prevalenza si consumano vini rossi, anche se i bianchi stanno prepotentemente rosicchiando quote di mercato.

Tra i rossi preferiti, come già accennato,  troviamo i toscani Chianti e Brunello di Montalcino. A seguire il Barolo, l’Amarone, il Montepulciano e l’Oltrepò Pavese.

La lista dei rossi graditi agli americani è lunga, ma questi sono senza dubbio quelli che attualmente spopolano durante le cene e gli incontri nei locali.

Un fattore da tenere in considerazione per determinare la classifica dei vini più graditi dai cittadini degli Stati Uniti, è l’età del consumatore. Il mercato del vino USA è attualmente trainato dai cosiddetti “Millenials”, o “generazione Y”. Sono giovani compresi tra i 20 e i 40 anni e tra loro, sono ben il 60% le donne.

Particolare molto curioso, il Lambrusco è uno dei vini preferiti dai Millenials.

Da evidenziare come ultimamente stiano riscuotendo successo anche vini meno famosi, come i vini dell’Etna, la Tintilia del Molise, e il Longanesi della Romagna.

Champagne o Spumante?

Dopo un periodo lungo e intenso in cui gli americani brindavano solo con lo champagne, il nostro spumante ha operato il sorpasso definitivo. Allo spumante vero e proprio però, ha dato una grossa mano il prosecco. Uno dei più apprezzati in assoluto è il prosecco di Conegliano Valdobbiadene DOCG che viene venduto a circa 20 dollari negli scaffali della grande distribuzione statunitense.

Esportare vino italiano negli Stati Uniti

Come accennato, i prodotti californiani hanno sottratto una bella fetta di mercato ai vini italiani. Tuttavia è ancora possibile proporre i nostri con successo.

La grandezza degli Stati Uniti, il clima diverso tra stato e stato, fa in modo che ci sia ancora molto spazio per l’export italiano. Bisogna quindi saper proporre vini che non abbiano ancora saturato il mercato, bisogna creargli intorno un racconto che possa affascinare il consumatore e, naturalmente, che sia di qualità.

Se si raggiungono questi obiettivi e sia ha anche un vino biologico da proporre, prodotto da aziende ecosostenibili,  le chance di successo sono molto maggiori.

A tutto questo vanno aggiunti un piano di marketing ed un business plan ben definiti che possano convincere gli importatori a scommettere sul vostro vino. Il top sarebbe essere seguiti da società di import-export con gli USA, specializzate nel settore.

Fonte: https://exportamericagroup.com/it/

Ragali di Natale Gastronomici

Ragali di Natale Gastronomici

I regali di Natale più apprezzati sono sicuramente quelli che rientrano nella gastronomia tra cesti appositamente realizzati e prodotti tipici delle nostre eccellenze made in Italy. Infatti secondo alcune indagini di mercato nella caccia ai regali di Natale, la gastronomia conserva il suo primato perché è un dono che non lascia mai delusi. A tal proposito secondo Confcommercio i dolci, i salumi, i formaggi e vini sono in cima alla lista dei regali che ognuno di noi vorrebbe trovare sotto l’albero di quest’anno. Ragion per cui le offerte gastronomiche presenti attualmente sul mercato sono davvero numerose nelle varie piattaforme on line il che rende complicata la scelta con lo scopo di sorprendere ma nello stesso tempo soddisfare i palati più esigenti. A tal proposito in questo articolo vi proponiamo i regali natalizi gastronomici più gettonati con i quali farete di sicuro un’ottima impressione, dato che essi sono legati ad antiche tradizioni regionali che li pongono in una sfera qualitativa superiore alla media. Nella nostra classifica si parte dal basso e cioè dal 5° posto dove troviamo una delle leccornie più imitate del nostro Paese e cioè i gianduiotti, un’idea accattivante per gli amanti del cioccolato e della gianduja, considerati una delle grandi raffinatezze dolciarie italiane. A tal proposito i gustosissimi Giandujotti Leone caratterizzati da ingredienti genuini e di alta di qualità sono tra i più richiesti sul mercato. Al 4° posto continua a conquistare il palato di mezza Italia, il formaggio nelle sue varianti, specie quelli della Tuscia come il famoso pecorino o come anche la stracciata molisana che risulta decisamente gradito dagli amanti dei latticini freschi. Al 3° posto tra i prodotti gastronomici italiani più apprezzati tra i regali di Natale resistono i salumi e in particolare la mocetta, un salume invernale della Valle d’Aosta che si ricavava dalla coscia dello stambecco. Al 2° posto si piazza uno dei prodotti che meglio ci rappresenta all’estero e cioè la pasta venduta nei suoi formati più particolari come i bigoli veneti e gli strascinati pugliesi, fino ai simpatici corzetti stampati liguri e le scrippelle abruzzesi. Infine il regalo natalizio gastronomico per eccellenza è il vino che non può mancare nelle tavole della nostra penisola soprattutto nelle festività natalizie. Qui c’è davvero un’ampia scelta con offerte caratterizzate da scrigni di legno in cui inserire diverse qualità di vini. Tra questi i più venduti sono: il Barolo, l’Amarone, il Nobile di Montepulciano, il Brunello di Montalcino, il Lirica Primitivo di Manduria e il Barbera d’Asti superiore. In caso sia davvero difficile capire quale di questi prodotti possa essere gradito ai potenziali destinatari dei nostri regali di Natale vi consigliamo di realizzare dei cesti natalizi personalizzati nei quali inserire i vostri prodotti gastronomici preferiti in modo da soddisfare palati diversi.

Come scegliere la cantinetta vino

Come scegliere la cantinetta vino

Nel momento in cui ci si approccia alla scelta di una cantinetta vino, e in generale si ha la necessità di individuare un luogo adeguato per la conservazione delle proprie bottiglie di maggior pregio, le variabili che devono essere prese in considerazione sono l'oscurità, il livello di umidità e – soprattutto – la temperatura. Ciascun vino, infatti, ha bisogno di una temperatura ben precisa, che è indispensabile per mettere in evidenza le sue note interne, i suoi sapori e i suoi aromi. Il calore e il freddo, in particolare, possono alterare un gran numero di proprietà dei vini: non solo gli aromi varietali, ma anche l'effetto astringente dei tannini, senza dimenticare l'alcolicità e l'acidità.

Per quel che riguarda il vino bianco, per esempio, la temperatura di conservazione ideale non dovrebbe andare oltre i 13 gradi, mentre per il vino rosso sarebbe preferibile rimanere al di sotto dei 20; più basse dovrebbero essere le temperature per gli spumanti, possibilmente inferiori agli 8 gradi. Ovviamente non è semplice avere in casa una cantina ad hoc, interrata e con muri spessi, fondamentale per offrire alle bottiglie il livello di umidità, le temperature fresche e il buio di cui hanno bisogno. Ecco perché si può fare affidamento sulle cantinette, che – in vendita a un prezzo più che accettabile – consentono di evitare quegli sbalzi di temperatura che fanno soffrire i vini tenuti in cucina o in altri ambienti della casa. 

Noto anche con il nome di "frigo per vino", questo elettrodomestico ha il merito di favorire il mantenimento delle proprietà organolettiche dei vini conservati. I profumi e gli aromi vengono esaltati, e a seconda dei modelli è possibile anche avere a disposizione bottiglie di tipologie differenti: le cantinette doppia temperatura, infatti, consentono di impostare temperature differenti nello stesso momento. I modelli da otto o da dodici bottiglie occupano uno spazio davvero ridotto e non sono per nulla ingombranti: ecco perché è possibile collocarli in qualunque contesto.

Le cantinette vino sono indicate per fare invecchiare le bottiglie tenendole coricate e mantengono l'umidità stabile, senza pericolosi sbalzi: in questo modo il tappo può durare a lungo, aderendo bene alle pareti proprio grazie all'umidità. Con una soluzione del genere non si è costretti a scendere in cantina ogni volta che si ha voglia di bere un buon bicchiere: le bottiglie sono a portata di mano, in virtù di un elettrodomestico che, per altro, si presenta anche come un complemento di arredo vero e proprio, persino gradevole visivamente. 

Vini ad indicazione geografica tipica Valle d’Itria

Per ottenere l’indicazione geografica tipica Valle d'Itria, i vini, bisogna che siano stati ricavati da uve bianche e rosse, coltivate in vigne della provincia di Bari, di Brindisi e di Taranto. Vini eccezionali facilmente reperibili in Valle d’Itria, dove potete assaggiarli mentre cenate in uno dei numerosi ristoranti Valle d'Itria di cui mi sento di consigliarvi l’Osteria Sant’Anna.

Il vino pugliese, è famoso in tutto il mondo, non soltanto il vino del Salento, ma anche quello prodotto in Valle d’Itria, zona caratterizzata da paesaggi incantevoli, resi famosi dalle costruzioni delle case bianche chiamate Trulli.

Questo ampio territorio, che si trova a sud di Bari e tra le provincie di Lecce e di Brindisi, si estende la zona coltivata a vitigni della Valle d'Itria, dove vengono coltivati vigneti, molto ben curati, in prevalenza di uve bianche.

Varietà di vitigni

In Valle d'Itria in prevalenza vengono coltivati due particolari tipi di vitigni di uva bianca: il Bianco d’Alessano e la Verdeca. I vitigni autoctoni di uva bianca della valle d’Itria sono molti: oltre ai sopra citati vi sono anche, il Tamianello, il Fiano, Marchionne, la Malvasia e molti altri.

Il Bianco d'Alessano, viene coltivato in maggior parte in provincia di Taranto, dal colore giallo paglierino, leggero al palato. Il Verdeca, chiamato cosi per il colore verdognolo delle bacche, è un vitigno autoctono della Valle d'Itria, a Gravina, in provincia di Taranto e di Bari. Con il Verdeca si produce un vino di colore paglierino con riflessi verdolini, al palato è fruttato e agrumato.

Il Fiano, è un ottimo vitigno, coltivato in Puglia da cui si produce vino dal colore giallo paglierino che al palato risulta fruttato. Alla famiglia dei moscati bianchi appartiene in questa zona il Minutolo, ricavato da un vitigno dalle caratteristiche aromatiche

La conformazione del territorio è caratterizzato da un suolo roccioso, per cui le radici dei vitigni, per alimentarsi devono scendere in profondità, e per questo motivo le uve bianche acquistano il tipico sapore dei minerali.

Turismo enogastronomico

La valle d’Itria è una zona della Puglia dove si è sviluppato un sempre più crescente turismo enogastronomico. Oggi chi viaggia è diventato molto più esigente riguardo ai prodotti tipici delle zone che visitano, la ricerca di cibi e specialmente di vini di qualità è una pratica costante dei vacanzieri. Molte Cantine e Tenute, che si trovano in Valle d’Itria, uno tra i più bei luoghi pugliesi, sono aperte alle visite dei turisti, per degustare i sapori unici dei vini bianchi, eccellenze di queste ricchissime terre.

Export vino. Il valore del Veneto sfiora il 32% del totale nazionale

Cresce ancora il valore dell’export veneto di vino, che nei primi nove mesi dell’anno corrente è arrivato a un miliardo 146 milioni, pari ormai al 31,8% del totale nazionale.
Si tratta di una ulteriore crescita dell’11,7% rispetto ai primi nove mesi del 2012, anno nel quale il valore del vino che il Veneto ha venduto all’estero è stato di un miliardo 443,6 milioni di euro, pari al 30,7 per cento del totale italiano.

Questi dati, forniti dalla Direzione Sistema Statistico e benchè provvisori, confermano e consolidano il primato economico dell’enologia veneta: un fatto che è indice del valore del Veneto nel mercato mondiale del vino, dove la concorrenza è apertissima e dove proprio il Veneto risulta essere la prima regione produttrice del primo Paese produttore del pianeta.

mCeyJ42Questo vale per quanto riguarda il rapporto prezzo/qualità dei nostri vini, il loro reale apprezzamento al consumo, la capacità di innovazione e di qualità che il sistema produttivo ha “iniettato” nel comparto a tutti i livelli, fino alla bottiglia che arriva in tavola. E vale anche sul piano delle strategie condivise e della gestione, in una realtà complessa e anche frammentata, dove la superficie media a vigneto per azienda è di circa 2 ettari.
L’unica cosa che possiamo si può invidiare ad altre realtà è la (relativamente) scarsa nomea che le produzioni venete hanno nelle classifiche nazionali e internazionali delle riviste e dei gourmet.

Tra i leader dell’export italiano di vino, in valore, si collocano i vini piemontesi (18,9 per cento del totale nazionale ei mesi da gennaio a settembre 2013); quelli toscani (15 per cento) e quelli del Trentino Alto Adige (9,6), mentre sono cresciute percentualmente più del veneto, rispetto allo scorso anno, Emilia Romagna (+16%), Abruzzo (+12%) e Campania (+12%).

Scarica le schede:

Tabella export vino (anno 2012)
Tabella raffronto export (2012 – 2013)

Continua la lettura su: Export vino. Il valore del Veneto sfiora il 32% del totale nazionale

Vino rosso: calorie in un bicchiere di vino

La prima domanda relativa al bere di tutti coloro che sono a dieta è: il vino fa ingrassare? La risposta, è chiaramente proporzionale all'uso e all'abuso del vino, dato che seguendo una dieta ipocalorica si può benissimo bere un bicchiere di vino al giorno, grazie alle sue calorie non esagerate.
Se, invece, si vuole seguire la gola e berne 3 bicchieri, bisogna fare i conti con l'accumulo delle calorie del vino rosso o bianco che sia… già perché la gradazione alcolica e la presenza di zuccheri cambiano a seconda dei vini. Scopriamo come…

Vino rosso: calorie ed energia in base agli zuccheri
Calcolare quante calorie ha un bicchiere di vino in modo esatto non è così automatico, dato che ogni uva e processo di vinificazione possono dar vita ad una differente gradazione alcolica, concentrazione di zuccheri e, quindi, diverso apporto calorico.
Detto ciò, esiste ovviamente una media di calorie contenute nel vino rosso, che si differenzia dal bianco per diversi motivi tra quelli suddetti.
Seguendo un corso di degustazioni vino oppure un corso da sommelier, si può comprendere al meglio quale e cosa sia il tenore alcolico e degli zuccheri di un vino, che li rende così differenti l'uno dall'altro. Questo perché non si carpiscono tutte le informazioni dall'etichetta, dove non è riportata in modo obbligatorio la quantità di zuccheri presenti in bottiglia.

Alcol e calorie
Prima di tutto, è bene sapere che la gradazione alcolica di un vino è proporzionale alle calorie contenute. In ogni grammo di alcol, infatti, sono presenti circa 7 calorie, un numero più elevato rispetto ai carboidrati, già ricchi di una concentrazione di zuccheri notevole (4 calorie per grammo).
La quantità di alcol contenuto nel vino rosso, in media, varia dall'11 al 14%, quindi, le calorie vanno rapportate a questi parametri: percentuale alcolica e millilitri nel bicchiere – l'alcol pesa 0,79 kg / litro.
Per definire quante calorie ha il vino rosso che beviamo, si può pensare che un bicchiere da 120 ml di gradazione di circa 12 gradi, presenta mediamente 80 calorie per bicchiere.
Anche qui, però, le calorie dipendono anche dal tenore degli zuccheri, dato che un vino secco contiene ad esempio meno fruttosio mentre un vino dolce ne contiene di più, quindi se il primo conterrà 10 grammi per litro di fruttosio, un vino rosso passito può contenerne 50 grammi di fruttosio per litro, sviluppando circa 100 calorie per bicchiere.
La componente zuccherina del vino rosso è, comunque, inferiore a quella di molti superalcolici, valutando che 25 ml di rum a 40° andrà a sviluppare da solo già 60 calorie.

Come calcolare le calorie del vino
Il calcolo matematico è impegnativo, di certo, all'interno di un enoteca o di una degustazione vini, ma per un esperto nutrizionista o per un aspirante esperto di vini che segue un corso da sommelier, è bene sapere come calcolare quante calorie ha il vino rosso.
Si prendono due fattori: la quantità di alcol nel bicchiere e il peso specifico in kg. Dopo di che, si moltiplica il tutto per le calorie sviluppate dal grammo di alcol, ovvero 7 calorie.

Alcol nel bicchiere x peso specifico x 7 = calorie del vino rosso

Se prendiamo un bicchiere di vino rosso con gradazione 13 gradi, come un Barolo, sappiamo che un litro ne contiene 13 cl di alcol – dato che la gradazione alcolica viene espressa in percentuale.
Il peso specifico dell'alcol è di 0,79 per litro e un bicchiere di 120 ml, quindi, il calcolo andrà effettuato in tal modo:
13/100 alcol x 120 ml x 0,79 x 7 = 86,268 calorie del vino rosso.

Un bicchiere di vino, rosso o bianco a seconda del grado alcolico
Si sa che un bicchierino di vino al giorno non è affatto un problema e, anzi, crea un consumo moderato di una bevanda che possiede anche dei benefici per la salute. Se scegliere, però, vino rosso o vino bianco a seconda del contenuto, al di là del gusto personale, è bene sapere che il contenuto calorico del vino muta anche in base ai parametri della gradazione e della vinificazione.

Un bicchiere di vino rosso sviluppa dalle 80 alle 120 calorie, in base alla quantità e alla gradazione.
Un bicchiere di vino bianco dalle 70 alle 110 calorie, sempre in base a tali parametri.
Un bicchiere di prosecco dalle 120 alle 150 calorie, sempre a seconda di gradazione e quantità.

La differenza di calorie tra vino bianco e rosso dipende molto dal metodo di vinificazione. Il vino bianco, viene ottenuto dalla spremitura dell'uva senza la buccia e non vengono aggiunte le parti solide dell'uva stessa (le vinacce) durante la macerazione.
Riguardo al vino rosso, invece, va tenuto conto che si ottiene utilizzando dell'uva fresca sia nella spremitura sia inserendo nella vinificazione la buccia colorata.
Diversi per colore ma anche per proprietà organolettiche, come ben sanno i sommelier, i vini bianchi e rossi sono differenti leggermente anche nelle calorie, anche se non in modo sostanziale.

Il fatto che il vino bianco sia spesso più dolce al palato, però, lo rende utile anche per il senso di sazietà che suscita, mentre il vino rosso spesso stimola il palato nelle degustazioni vini, anche verso le degustazioni di primi e secondi piatti!

Sostanze nutrizionali di un bicchiere di vino
Bere un bicchiere di vino significa non solo introiettare degli zuccheri ma anche altre sostanze. Il vino è formato per l'85% di acqua, oltre ai carboidrati, zuccheri, proteine, sali minerali e vitamine.

Gli zuccheri sono principalmente fruttosio e glucosio, con piccole percentuali di glucidi non fermentabili come arabinosio e xilosio.
L'alcol contenuto nel vino è il prodotto della fermentazione degli zuccheri (principalmente fruttosio) e diventa alcol etilico o etanolo. Tra le altre molecole alcoliche anche la glicerina è presente nel vino, grazie alla fermentazione, ed è utile per incrementare il grado alcolico del vino stesso. Il cosiddetto metanolo, invece, è l'alcol metilico contenuto in proporzioni molto ridotte dato che in concentrazioni elevate risulta tossico. Deriva dalla fermentazione delle bucce, ovvero dalla pectina che vi è contenuta e, per questo, se la macerazione delle uve è prolungata, il metanolo tende ad aumentare.
Le molecole alcoliche aggiuntive sono il butilglicole e gli alcoli superiori come l-propanolo, 3-metil-l-butanolo e 2-metil-l-propanolo.
Sono presenti nel vino, come suddetto, sostanze azotate e fenoliche. Queste ultime derivano dalla tipologia di uva stessa e non dalla successiva fermentazione, anche se la maggiore o minore concentrazione di polifenoli dipende anche dalla vinificazione adottata. Nel caso di una macerazione prolungata, i polifenoli aumentano costituendo una loro struttura ben definita nel vino che apporta aroma, colore e stabilità.

Tra i sali minerali contenuti nel vino sono presenti calcio, magnesio, sodio, potassio, solfati, fosfati, cloruri, mentre le sostanze aromatiche ne fanno contorno, sia nel caso di aromi pre-fermentazione sia per gli aromi dovuti alla fermentazione e alla post-fermentazione.

Altre sostanze benefiche sono rappresentate dalle vitamine, che vengono apportate dall'uva. Solo la vitamina C scompare tramite la vinificazione, mentre come additivi vengono aggiunti i gas disciolti dell'anidride solforosa, che vanno ad aggiungersi ai naturali ossigeno e anidride carbonica.

I vini italiani: i migliori prodotti made in Italy

La penisola italiana è uno dei maggiori produttori di vini di elevata qualità nel panorama europeo ma anche mondiale. I vini di pregiata qualità hanno la denominazione DOC e DOP, quasi tutte le regioni dello stivale si sono specializzate nella produzione vinicola. Tra le più importanti aree di produzione sono presenti le Langhe in Piemonte, le DOP della Toscana, come il noto vitigno del Sangiovese, ma anche il Brunello di Montalcino e il Chianti e la regione veneta con l’Amarone. Per poter gustare le migliori etichette vinicole italiane è necessario recarsi in strutture di alto livello, come il room 26 roma, che offrono ai propri clienti una carta vini molto ricca.

Sveliamone i segreti

Tra i prodotti made in Italy non c’è che l’imbarazzo della scelta, i vini rossi sono quelli che generalmente si accostano meglio ai piatti a base di carne, selvaggina e salumi, quelli invece bianchi sono ideali per accompagnare piatti a base di pesce. Tra i vini rossi, le etichette più conosciute e apprezzate in tutto il mondo, sono presenti il già precedentemente citato Brunello di Montalcino e il Chianti, ma anche il Barolo e il Barberesco realizzati nella regione del Piemonte. I vini toscani sono molto noti nel panorama della produzione vinicola mondiale, ad esempio il Bolgheri Superiore DOC, il Flaccianello della Pieve, il Tignanello, il Brunello Castel Giocondo, i vini della Tenuta dell’Ornellaia e molti altri. Uno dei fattori che rendono i vini italiani molto amati e apprezzati in tutto il mondo sta nel fatto che ogni azienda vinicola italiana utilizza prodotti di prima qualità e tecniche di lavorazione che uniscono le più antiche tradizioni alla modernità. Di seguito sono elencati alcuni tra i migliori prodotti vinicoli italiani e la regione dove vengono sapientemente prodotti.

  • Amarone della Volpicella, il Tai rosso, il Prosecco e i vini vulcanici, articoli prodotti nella regione del Veneto.

  • L’Arnad-Montjovet e tutti le etichette DOC prodotte in Valle d’Aosta.

  • Il Montefalco Sagrantino realizzato in Umbria.

  • Il Barolo, le Langhe, l’Asti e il Barberesco prodotti in Piemonte.

  • I grandi vini rossi toscani con la denominazione DOP e i Supe Tuscan.

  • Il Pinot Grigio Collio, il Garda Tocai e il Valdadige Bianco prodotti nella regione del Trentino Alto Adige.

  • I vini DOC del Molise, tra cui il Biferno Bianco.

  • Il Moscato di Pantelleria, vino DOC prodotti in Sicilia.

  • Il Vermentino di Gallura prodotto in Sardegna.

  • Il Rosso Barletta e il Gravina realizzati in Puglia.

 

 

 

Semplici consigli per abbinare il vino al cibo

È anche vero però che ci sono delle semplici indicazioni di massima che chiunque può seguire per fare una bella figura quando si ha ospiti a cena o, ancora meglio, quando siamo noi ad essere invitati e, ovviamente, quando ci incarichiamo del compito di scegliere il vino al ristorante.
In ogni caso, l’importante in queste situazioni è non scegliere il vino sbagliato che proprio non si addicealle pietanze che ci vengono proposte. Chiunque, astemi compresi, sa benissimo che la regola generale è che il vino bianco si abbina al pesce e quello rosso alla carne. Ci saranno poi numerosi sommelier che avrebbero sicuramente molto da ridire al riguardo, ma parliamo per l’appunto di professionisti del settore e quindi se non si hanno le dovute competenze è consigliabile non esagerare con gli esperimenti.
Se poi invece non si può fare a meno di osare, bisogna sempre ricordare che mai si deve abbinare alla carne rossa o alla selvaggina un vino bianco liquoroso, così come un importante vino rosso non lega con i crostacei o i molluschi. Se poi l’occasione alla quale stiamo partecipando, prevede portate alla quali abbinare sia il vino rosso che quello bianco, è consigliabile servire il vino bianco prima del rosso, fatta eccezione per alcuni vini da dessert.

Detto questo, è bene sapere che quando il piatto è particolarmente grasso, sarebbe meglio contrastare questa consistenza e alleggerire la pesantezza del piatto con un vino fresco che abbia un sapore importante capace di ripulire la bocca dall’untuosità del cibo. Generalmente poi, se la portata è piuttosto complessa, nel senso che è il frutto di una preparazione elaborata per via della qualità e quantità di ingredienti e del tipo di cottura richiesta, allora sarà difficile sbagliare se si sceglie di abbinare un vino altrettanto robusto, invecchiato e complesso che abbia una forte personalità capace di reggere il confronto con quella del cibo. Per lo stesso principio, se il piatto è leggero e dal sapore delicato, il vino da abbinare non potrà che essere altrettanto giovane e leggero abbia un aroma equilibrato e non troppo pronunciato tanto da sovrastare il sapore del cibo. Anche in questi casi, c’è ovviamente una scuola di pensiero che la pensa esattamente il contrario, ossia per un piatto leggero ci vuole un vino più importante e viceversa…ma lasciamo sempre agli esperti il delicato compito di sperimentare!

Quando invece dobbiamo scegliere il vino per gustare dei tipici piatti regionali o locali, allora un utile consiglio è quello di abbinare un vino che provenga dalla stessa zona di origine che sicuramente presenta con il sapore delle pietanze un’ideale affinità che ne esalta anche i profumi. Anzi, per gustarlo fino in fondo, prima di scegliere un piatto tipico assicuratevi che sia disponibile anche il vino che abbia le stesse origini e non ve ne pentirete.
Con questi piccoli accorgimenti, non sarà difficile scegliere il vino da abbinare ai piatti che ci vengono serviti e godere delle capacità di esaltarne i sapori che solo un buon vino può avere.

 

SAN LAZZARO FOOD & BEER FEST

logo san lazzaro

21-25 APRILE 2017

Piazza Bracci, San Lazzaro di Savena (BO)

dalle 11 a tarda notte

SAN LAZZARO

FOOD & BEER FEST

Cibi di strada, birre artigianali, musica, animazione, Legnogiocando:
in Piazza Bracci cinque giorni di gusto e divertimento per tutta la famiglia!

 

FOOD & BEER FEST 2016 - arrosticiniA San Lazzaro di Savena (BO) si rinnova l’appuntamento con il SAN LAZZARO FOOD & BEER FEST, cinque giorni di gusto e divertimento che DA VENERDI’ 21 A MARTEDI’ 25 APRILE a partire DALLE ORE 11 a TARDA NOTTE animeranno Piazza Bracci.

Protagonisti i cibi di strada della tradizione italiana, con una gustosa carrellata di specialità  da varie parti della Penisola: fra queste il fritto e le olive all’ascolana dalle Marche, il pesce fritto e alla griglia dalla Romagna, che porterà in assaggio anche l’originale piadina di filiera certificata; e ancora il lampredotto e la trippa da Firenze, i borlenghi della montagna modenese, gli arrosticini abruzzesi, la porchetta dall’Umbria e molto altro ancora..

 BEER FEST 2016 - porchettaNel bicchiere ampio spazio dedicato alle birre di qualità, con una decina di spine che ospiteranno le creazioni di piccoli produttori del comparto artigianale, bolognese e non solo, oltre ad ospiti stranieri. E poi vino, cocktails, bibite e succhi di frutta.

Il tutto da gustare comodamente seduti ai tavoli coperti posizionati in piazza, con un super calendario di musica live – dal Rock’n’roll allo swing passando per la canzone dialettale con il grande Fausto Carpani – e animazione: da non perdere martedì 25 aprile l’appuntamento pomeridiano a cura di Legnogiocando, con oltre 40 originali giochi di legno a disposizione per il divertimento di bambini, ragazzi, genitori e nonni..

FOOD & BEER FEST 2016L’evento è organizzato da La Frasca On The Road (www.facebook.com/lafrascaontheroad/), versione itinerante della storica osteria bolognese di Via Andrea Costa attiva da diversi anni nella realizzazione di appuntamenti birrari, e Studio Umami (www.studioumami.com), agenzia operante a livello nazionale nell’ambito della comunicazione ed organizzazione eventi di settore enogastronomico, con il patrocinio del Comune di San Lazzaro di Savena.

 

Facebook:
https://www.facebook.com/sanlazzarofoodandbeerfest/

Info: lafrascaontheroad@gmail.com

 

 

PROGRAMMA EVENTI:

 

VENERDI’ 21 APRILE
Ore 21: Live Music – FRANKSPARA
Pop d’autore. Amante della birra, scrittore di canzoni

SABATO 22 APRILE
Ore 21: Live Music – SUPER SOUND
Un tuffo fra 50 anni di Rock’n’roll: chi non salta è perduto..

DOMENICA 23 APRILE
Ore 20: Live Music –
FAUSTO CARPANI CON IL GRUPPO EMILIANO
Canzoni, dialetto, musiche e strumenti della nostra terra

LUNEDI’ 24 APRILE

Ore 21: Live Music – THE MONKEY SWINGERS
Un viaggio tutto da ballare fra le sonorità swing anni ’30

MARTEDI’ 25 APRILE
Dalle ore 14 alle 18:
Ludobus – LEGNOGIOCANDO
Oltre 40 giochi di legno a disposizione per il
divertimento di bambini, ragazzi, genitori e nonni!