I vini italiani: i migliori prodotti made in Italy

La penisola italiana è uno dei maggiori produttori di vini di elevata qualità nel panorama europeo ma anche mondiale. I vini di pregiata qualità hanno la denominazione DOC e DOP, quasi tutte le regioni dello stivale si sono specializzate nella produzione vinicola. Tra le più importanti aree di produzione sono presenti le Langhe in Piemonte, le DOP della Toscana, come il noto vitigno del Sangiovese, ma anche il Brunello di Montalcino e il Chianti e la regione veneta con l’Amarone. Per poter gustare le migliori etichette vinicole italiane è necessario recarsi in strutture di alto livello, come il room 26 roma, che offrono ai propri clienti una carta vini molto ricca.

Sveliamone i segreti

Tra i prodotti made in Italy non c’è che l’imbarazzo della scelta, i vini rossi sono quelli che generalmente si accostano meglio ai piatti a base di carne, selvaggina e salumi, quelli invece bianchi sono ideali per accompagnare piatti a base di pesce. Tra i vini rossi, le etichette più conosciute e apprezzate in tutto il mondo, sono presenti il già precedentemente citato Brunello di Montalcino e il Chianti, ma anche il Barolo e il Barberesco realizzati nella regione del Piemonte. I vini toscani sono molto noti nel panorama della produzione vinicola mondiale, ad esempio il Bolgheri Superiore DOC, il Flaccianello della Pieve, il Tignanello, il Brunello Castel Giocondo, i vini della Tenuta dell’Ornellaia e molti altri. Uno dei fattori che rendono i vini italiani molto amati e apprezzati in tutto il mondo sta nel fatto che ogni azienda vinicola italiana utilizza prodotti di prima qualità e tecniche di lavorazione che uniscono le più antiche tradizioni alla modernità. Di seguito sono elencati alcuni tra i migliori prodotti vinicoli italiani e la regione dove vengono sapientemente prodotti.

  • Amarone della Volpicella, il Tai rosso, il Prosecco e i vini vulcanici, articoli prodotti nella regione del Veneto.

  • L’Arnad-Montjovet e tutti le etichette DOC prodotte in Valle d’Aosta.

  • Il Montefalco Sagrantino realizzato in Umbria.

  • Il Barolo, le Langhe, l’Asti e il Barberesco prodotti in Piemonte.

  • I grandi vini rossi toscani con la denominazione DOP e i Supe Tuscan.

  • Il Pinot Grigio Collio, il Garda Tocai e il Valdadige Bianco prodotti nella regione del Trentino Alto Adige.

  • I vini DOC del Molise, tra cui il Biferno Bianco.

  • Il Moscato di Pantelleria, vino DOC prodotti in Sicilia.

  • Il Vermentino di Gallura prodotto in Sardegna.

  • Il Rosso Barletta e il Gravina realizzati in Puglia.

 

 

 

Semplici consigli per abbinare il vino al cibo

È anche vero però che ci sono delle semplici indicazioni di massima che chiunque può seguire per fare una bella figura quando si ha ospiti a cena o, ancora meglio, quando siamo noi ad essere invitati e, ovviamente, quando ci incarichiamo del compito di scegliere il vino al ristorante.
In ogni caso, l’importante in queste situazioni è non scegliere il vino sbagliato che proprio non si addicealle pietanze che ci vengono proposte. Chiunque, astemi compresi, sa benissimo che la regola generale è che il vino bianco si abbina al pesce e quello rosso alla carne. Ci saranno poi numerosi sommelier che avrebbero sicuramente molto da ridire al riguardo, ma parliamo per l’appunto di professionisti del settore e quindi se non si hanno le dovute competenze è consigliabile non esagerare con gli esperimenti.
Se poi invece non si può fare a meno di osare, bisogna sempre ricordare che mai si deve abbinare alla carne rossa o alla selvaggina un vino bianco liquoroso, così come un importante vino rosso non lega con i crostacei o i molluschi. Se poi l’occasione alla quale stiamo partecipando, prevede portate alla quali abbinare sia il vino rosso che quello bianco, è consigliabile servire il vino bianco prima del rosso, fatta eccezione per alcuni vini da dessert.

Detto questo, è bene sapere che quando il piatto è particolarmente grasso, sarebbe meglio contrastare questa consistenza e alleggerire la pesantezza del piatto con un vino fresco che abbia un sapore importante capace di ripulire la bocca dall’untuosità del cibo. Generalmente poi, se la portata è piuttosto complessa, nel senso che è il frutto di una preparazione elaborata per via della qualità e quantità di ingredienti e del tipo di cottura richiesta, allora sarà difficile sbagliare se si sceglie di abbinare un vino altrettanto robusto, invecchiato e complesso che abbia una forte personalità capace di reggere il confronto con quella del cibo. Per lo stesso principio, se il piatto è leggero e dal sapore delicato, il vino da abbinare non potrà che essere altrettanto giovane e leggero abbia un aroma equilibrato e non troppo pronunciato tanto da sovrastare il sapore del cibo. Anche in questi casi, c’è ovviamente una scuola di pensiero che la pensa esattamente il contrario, ossia per un piatto leggero ci vuole un vino più importante e viceversa…ma lasciamo sempre agli esperti il delicato compito di sperimentare!

Quando invece dobbiamo scegliere il vino per gustare dei tipici piatti regionali o locali, allora un utile consiglio è quello di abbinare un vino che provenga dalla stessa zona di origine che sicuramente presenta con il sapore delle pietanze un’ideale affinità che ne esalta anche i profumi. Anzi, per gustarlo fino in fondo, prima di scegliere un piatto tipico assicuratevi che sia disponibile anche il vino che abbia le stesse origini e non ve ne pentirete.
Con questi piccoli accorgimenti, non sarà difficile scegliere il vino da abbinare ai piatti che ci vengono serviti e godere delle capacità di esaltarne i sapori che solo un buon vino può avere.

 

SAN LAZZARO FOOD & BEER FEST

logo san lazzaro

21-25 APRILE 2017

Piazza Bracci, San Lazzaro di Savena (BO)

dalle 11 a tarda notte

SAN LAZZARO

FOOD & BEER FEST

Cibi di strada, birre artigianali, musica, animazione, Legnogiocando:
in Piazza Bracci cinque giorni di gusto e divertimento per tutta la famiglia!

 

FOOD & BEER FEST 2016 - arrosticiniA San Lazzaro di Savena (BO) si rinnova l’appuntamento con il SAN LAZZARO FOOD & BEER FEST, cinque giorni di gusto e divertimento che DA VENERDI’ 21 A MARTEDI’ 25 APRILE a partire DALLE ORE 11 a TARDA NOTTE animeranno Piazza Bracci.

Protagonisti i cibi di strada della tradizione italiana, con una gustosa carrellata di specialità  da varie parti della Penisola: fra queste il fritto e le olive all’ascolana dalle Marche, il pesce fritto e alla griglia dalla Romagna, che porterà in assaggio anche l’originale piadina di filiera certificata; e ancora il lampredotto e la trippa da Firenze, i borlenghi della montagna modenese, gli arrosticini abruzzesi, la porchetta dall’Umbria e molto altro ancora..

 BEER FEST 2016 - porchettaNel bicchiere ampio spazio dedicato alle birre di qualità, con una decina di spine che ospiteranno le creazioni di piccoli produttori del comparto artigianale, bolognese e non solo, oltre ad ospiti stranieri. E poi vino, cocktails, bibite e succhi di frutta.

Il tutto da gustare comodamente seduti ai tavoli coperti posizionati in piazza, con un super calendario di musica live – dal Rock’n’roll allo swing passando per la canzone dialettale con il grande Fausto Carpani – e animazione: da non perdere martedì 25 aprile l’appuntamento pomeridiano a cura di Legnogiocando, con oltre 40 originali giochi di legno a disposizione per il divertimento di bambini, ragazzi, genitori e nonni..

FOOD & BEER FEST 2016L’evento è organizzato da La Frasca On The Road (www.facebook.com/lafrascaontheroad/), versione itinerante della storica osteria bolognese di Via Andrea Costa attiva da diversi anni nella realizzazione di appuntamenti birrari, e Studio Umami (www.studioumami.com), agenzia operante a livello nazionale nell’ambito della comunicazione ed organizzazione eventi di settore enogastronomico, con il patrocinio del Comune di San Lazzaro di Savena.

 

Facebook:
https://www.facebook.com/sanlazzarofoodandbeerfest/

Info: lafrascaontheroad@gmail.com

 

 

PROGRAMMA EVENTI:

 

VENERDI’ 21 APRILE
Ore 21: Live Music – FRANKSPARA
Pop d’autore. Amante della birra, scrittore di canzoni

SABATO 22 APRILE
Ore 21: Live Music – SUPER SOUND
Un tuffo fra 50 anni di Rock’n’roll: chi non salta è perduto..

DOMENICA 23 APRILE
Ore 20: Live Music –
FAUSTO CARPANI CON IL GRUPPO EMILIANO
Canzoni, dialetto, musiche e strumenti della nostra terra

LUNEDI’ 24 APRILE

Ore 21: Live Music – THE MONKEY SWINGERS
Un viaggio tutto da ballare fra le sonorità swing anni ’30

MARTEDI’ 25 APRILE
Dalle ore 14 alle 18:
Ludobus – LEGNOGIOCANDO
Oltre 40 giochi di legno a disposizione per il
divertimento di bambini, ragazzi, genitori e nonni!

 

I migliori vini italiani

 

I vini italiani sono i più pregiati e conosciuti in tutto il mondo, ogni anno vengono fatte delle classifiche per stabilire quali tra i tanti sono riusciti a salire in cima. Negli ultimi periodi i vini che hanno ottenuto maggiore successo sembrano essere quelli piemontesi e quelli toscani. Per gli amanti del vino sarà sicuramente importante conoscere la classifica dei 10 vini migliori decretati da una giuria di esperti e critici, degustatori, giornalisti e molto altro.
Agli ultimi eventi hanno partecipato nomi di prestigio nel campo dell’enogastronomia, troviamo per esempio Luca Gardini e Andrea Grignaffini, Tim Atki, Christy Canterbury, Master of Wine degli Stati Uniti nonché giornalista, Raoul Salama, Daniele Cernilli, Pier Bergonzi e Antonio Paolini. Secondo le ultime classifiche troviamo al5 posto il vino siciliano Vecchio Samperi e il Furore Bianco Fiorduva Costa D’amalfi Doc 2013di Cantine Marisa Cuomoche ottenuto un 9° posto, a chiudere la classifica invece Il Trebbiano d’Abruzzo.
Le altre posizioni vedono ai primi posti vini Piemontesi come il Monprivato Barolo DOCG 2010, il Brunate Barolo DOCG 2011, il Costa Toscana IGP CabernetFranc 2012, il Parafada Barolo Docg 2011, poi il vino siciliano precedentemente detto, il Brunello Di Montalcino Docg 2011 proveniente dalla Toscana, il Sassicaia Bolgheri Doc 2012 dalla Toscana, il Bussia Riserva Oro Barolo Docg 2006 sempre Piemontese e a chiudere il Furore Bianco Fiorduva Costa D’amalfi Doc 2013 e il Trebbiano D’abruzzo Doc .

Ma i migliori vini italiani in base a cosa vengono scelti?

Ci sono delle caratteristiche ben precise? Per essere considerato un buon vino, questa bevanda secondo alcuni tecnici deve rispettare quattro parametri fondamentali che si possono valutare semplicemente con un colpo d’occhio. I migliori vini italiani infatti devono essere limpidi, il colore è la caratteristica più importante in quanto i riflessi violacei nei vini rossi così come anche nei bianchi indicano un buon vino che oltretutto è anche giovane. Queste caratteristiche possono riguardare anche un vino un po’ datato e qualora dovesse avere riflessi violacei questo indicherebbe un grandissimo pregio perché vuol dire che il tempo lo ha migliorato rendendolo ancora più buono.
Qualora il vino dovesse avere riflessi giallini invece è bene accendere il campanellino d’allarme perché un cambiamento di colore così importante potrebbe stare a significare che il vino non è più buono. Altri accertamenti possono essere fatti ponendo particolare attenzione alla limpidezza, al colore, alla viscosità, e all’effervescenza della bevanda. Anche l’olfatto ha il suo ruolo importante nel riconoscimento della qualità del vino, quindi in un vino giovane il profumo sarà sicuramente fresco, semplice, leggero, in un vino maturo floreale, fruttato, speziato, leggermente più pesante. In uno invecchiato invece la particolarità sta proprio nel cambio di odore, perché dopo averlo versato nel bicchiere cambia totalmente profumo dopo massimo qualche minuto.
E infine rimane il gusto, i migliori vini italianidevono avere una caratteristica importantissima ovvero la persistenza non limitata a due o tre secondi, bensì 15, 20. In bocca deve rimanere il gusto fresco del vino, un vino che lascia l’impronta è sicuramente di elevata qualità.

Quali cocktail per la festa in piscina

 

Metti una bella piscina baciata dal sole al pomeriggio o accarezzata dalla luna di notte, metti un gruppo di amici che hanno voglia di far festa, metti la musica, i costumi, i parei e le infradito. Sono questi gli ingredienti per una festa in piscina da organizzare per ogni occasione, che sia un compleanno o una laurea, una promozione o un anniversario. Se non ne hai una a casa, basta solo trovare la piscina giusta,  magari con una zona asciutta ampia, tavoli a disposizione e un angolo bar non troppo distante come quella dello sporting club Parco de Medici.

Per una festa che si rispetti non deve mancare la musica magari sapientemente mixata da un dj professionista o suonata da una band dal vivo, un ricco buffet e le bevande. Ricordate di proporle alcoliche e non alcoliche, poi considerato che la festa si svolge a bordo piscina fate ricadere le vostre scelte sui cocktail alla frutta super colorati che fanno tanto di vacanza.

Ecco, allora, una serie di cocktail freschi e gustosi tra i più adatti per una festa in piscina: Congelati Margarita, Blu Lemonade, Puerto Rican Rum Punch, Virgin Strawberry Daiquiri, Piña Colada e, in generale, i Cocktail Flou.

Se vi state chiedendo come è possibile preparare un cocktail fluo, è tutto molto più semplice di quanto crediate in quanto non sono altro che coloranti alimentari fluo. Come funziona? Si aggiunge alla bevanda preparata una sostanza edibile e a scopo alimentare che consiste in prodotti liquidi o granulari zuccherati che sono in grado di colorare il drink rendendolo fluorescente al neon, senza alterarne il sapore. Questi prodotti si trovano normalmente in commercio nei negozi specializzati. Vanno sciolti in acqua e rilasciano un leggero aroma di limone o agrumi.

Chiaramente oltre a questi cocktail si consiglia di avere a disposizione gli ingrediente per un’eventuale richiesta differente. Non devono mancare, invece, le bevande analcoliche, la birra e i succhi di frutta rigorosamente ghiacciati. Il mix analcolico più semplice? Il Virgin Tequila Sunrise. Per preparare il drink servono: 2 cl di sciroppo con aroma di tequila, 12 cl di succo di arancia e 2 cl di sciroppo di amarena o granatina. Gli ingredienti vanno versati nello shaker riempito precedentemente con i cubetti di ghiaccio e mescolare. Lo sciroppo d’amarena va aggiunto solamente dopo aver versato il cocktail nel bicchiere per dare l’effetto del sole all’alba.

Considerato che è una festa in piscina, per servire i nostri drink, possiamo optare anche per bicchieri in plastica così da evitare che il vetro in frantumi possa far male a qualcuno o addirittura cadere in piscina inibendone l’uso.

 

 

Un bell’aperitivo a casa può essere la soluzione che fa per voi. Di seguito sono illustrate alcune semplici ricette che conquisteranno il palato dei vostri ospiti

Volete invitare a casa i vostri amici ma non volete organizzare la solita cena? Stufe di trascorrere ore ai fornelli per cucinare? Un bell’aperitivo a casa può essere la soluzione che fa per voi. Di seguito sono illustrate alcune semplici ricette che conquisteranno il palato dei vostri ospiti, ai quali sembrerà di partecipare ad un happy hour in grande stile, come quelli organizzati dal room 26 roma.

Crostata duchessa alla parmigiana

Si tratta di una torta salata morbida veramente gustosa e facile da realizzare. Gli ingredienti necessari sono:

  • 1.2 chili di patate;

  • 60 gr di parmigiano grattugiato;

  • noce moscata;

  • 2 tuorli d’uovo;

  • un albume;

  • 50 gr di burro.

  • 200 gr di passata di pomodoro;

  • 2 melanzane medie;

  • una mozzarella;

  • parmigiano grattugiato;

  • basilico;

  • olio extra vergine di oliva;

  • sale;

  • origano e basilico.

Tagliare a fette le melanzane, metterle all’interno di uno scolapiatti con del sale e un peso sopra, lasciare riposare per circa 30 minuti. Sciacquare le melanzane, aggiungere l’origano e l’olio e mettere in una teglia da forno, cuocere per 10 minuti a 180 gradi. In una pentola lessare le patate, scolarle, spellarle, schiacciatele con l’aiuto di una forchetta e aggiungere il burro, i tuorli, il sale, il parmigiano, la noce moscata e mescolare. Prendere una teglia da forno, stendere ¾ del composto di patate, aggiungere le melanzane, la passata, il parmigiano, la mozzarella e il basilico. Realizzare delle strisce con la parte restante del composto di patate, passare l’albume con un pennello e cuocere per 25 minuti a 180 gradi.

Olive e pomodorini in crosta

Questa ricetta consente di preparare una pietanza gustosa dal sapore deciso che ha origini spagnole, gli ingredienti necessari sono:

  • 100 gr di farina;

  • 250 gr di olive snocciolate;

  • olio per friggere;

  • 5 gr di lievito in polvere;

  • 2 uova;

  • prezzemolo;

  • timo;

  • pepe;

  • uno spicchio di aglio;

  • 8 pomodorini;

  • 2 cucchiai di parmigiano.

Mettere le uova in una terrina e sbatterle con una forchetta, aggiungere il sale, la farina e il lievito. Tagliare i pomodorini, le olive e unire al composto delle uova, mescolare e aggiungere il prezzemolo, il timo, il pepe e il parmigiano. Prendere una padella, aggiungere un filo di olio per friggere, e realizzare con l’aiuto di un cucchiaio delle palline di impasto, farle friggere fino a quando avranno assunto un colore dorato. Eliminare l’olio in eccesso con l’aiuto di uno scottex e servire calde.

Aperitivo perfetto organizzato a casa

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L’aperitivo perfetto organizzato a casa è fattibile. Vi sono alcune città, come ad esempio Roma o Milano, in cui le persone sono sempre alla ricerca del posto ideale per fare un happy hour. Negli ultimi tempi, però, si sta sviluppando un’altra tendenza: aperitivo casalingo e poi via per locali quali ad esempio l’Hollywood di Milano o Le Formiche Roma.

Colpa della crisi? No. Sembra che questa tendenza tragga spunto da una maggiore voglia di intimità, quantomeno mentre si mangia, e di uno spazio riservato alle chiacchiere personali con gli amici più stretti. Allora basta preparare un po’ di finger food e qualche cocktail originale e l’aperitivo è servito. Occhio però ad alcune semplici regole.

Spazio a disposizione

Lo spazio a disposizione non è da sottovalutare, perché solo in base a questo si può stabilire il numero di invitati, nel caso in cui disponiate di un salotto dalle dimensioni limitate è meglio non invitare più di 10 persone. Diversa situazione se avete un terrazzino o uno spazio abbastanza grande.

Il dettaglio fa la differenza

Il dettaglio fa la differenza, sempre. Non importa che invitiate amici intimi, la tavola va apparecchiata con cura e attenzione per il particolare. Alcune decorazioni, insieme a bicchieri, posate e tovaglioli (che devono essere presenti in abbondanza) sono il contorno ideale di un aperitivo a buffet.

Sottofondo musicale

Il sottofondo musicale è d’obbligo. Meglio ancora se si riesce a creare un mix di pezzi strumentali (jazz o chill out) che favorisca l’armonia senza annoiare chi l’ascolta tra una chiacchiera e l’altra.

Menù ad hoc

Menù ad hoc? Sì. Prima di cucinare è importante considerare chi sono gli invitati e tenere conto di allergie, di esigenze particolari o di eventuali regimi alimentari che escludono l’assunzione di alcuni alimenti. Vanno bene stuzzichini vegan, gluten free e perché no, alcuni spuntini senza lattosio. Molto in voga in questo periodo sono anche le monoporzioni di finger food, riproduzioni in miniatura da gustare in un solo boccono anche di piatti famosi. Ad esempio potete preparare dei coni di carta da pane con all’interno piccoli pezzi di verdure varie fritte, oppure degli stuzzicadenti lunghi alternando bocconcini di mozzarella, pomodoro, oliva e foglia di basilico. Alternative molto scenografiche sono anche i piatti da preparare e mettere all’interno di mini bicchierini, come il couscous oppure un’insalata di pasta o di riso.

Alcool sì o no?

Alcol sì o no? Anche in questo caso è opportuno fare mente locale e pensare ai gusti degli invitati. Quindi, alcol sì ma con qualche variante analcolica per chi è astemio o semplicemente non gradisce bere per quella sera. Se non si è bravi a preparare un cocktail, non è sempre così facile, è meglio chiedere qualche consiglio o aiuto a un amico prima di cimentarsi.

A questo punto non vi resta che fare gli inviti e prepararvi ad una serata intima e divertente con gli amici di sempre.

 

 

ONAV: WINE, PASSION & SKILL

Close up portrait of young couple at wine tasting. Man and woman smelling wine with eyes closed.

Trani, al via il nuovo corso per assaggiatori

ONAV: WINE, PASSION & SKILL

IL VINO E IL PIACERE DI BERE IN MODO CONSAPEVOLE

Parte a Trani il nuovo corso per Assaggiatori di vino, organizzato dall’ONAV, Sezione BAT.

L’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino, da ormai 65 anni, organizza corsi annuali aperti a chiunque sia curioso di conoscere l’interessante e vasto mondo enologico. L’intento è quello di insegnare ad apprezzarne la qualità ed i valori culturali, storici e sociali, rivolgendosi in particolare a chi desideri diventare un vero e proprio “arbiter vinorum”, ovvero colui che analizza e giudica il vino in modo competente ed imparziale.

“E’ un prodotto agricolo fondamentale, ma va comunicato, spiegato, raccontato in termini semplici. Il consumatore deve sapere cosa ha davanti, grazie ad informazioni tecniche ma comprensibili”. Questa, secondo il Presidente Nazionale ONAV Vito Intini, è la mission che l’organizzazione deve perseguire. “Il vino è un grandissimo prodotto che, se gestito in maniera consapevole, con moderazione, senza eccessi e con gusto, porta salute”. Infatti presenta delle proprietà benefiche non riproducibili in farmacologia: per esempio contiene il resveratrolo, sostanza antiossidante per eccellenza, che ha effetto solo se combinata con l’alcool nel vino.

E’ proprio con questi obiettivi che la Sezione ONAV BAT ha organizzato, per il settimo anno consecutivo, un corso di primo livello.

Per diventare “Assaggiatori di Vino” è necessario richiedere l’iscrizione all’ONAV nella classe degli Aspiranti Assaggiatori e frequentare un corso, articolato in 18 lezioni teorico-pratiche tenute da enologi, agronomi ed esperti nel settore.

Le lezioni approfondiranno l’analisi sensoriale, la conoscenza dei fattori climatici e geologici che influiscono sui vitigni e sui vini, la scoperta delle principali aree enologiche d’Italia e del mondo nonché la tecnica di assaggio dei vini, i concetti elementari di viticoltura, ed ancora la composizione strutturale dell’uva, i processi di vinificazione, il valore alimentare del prodotto-vino. Nell’ambito del corso saranno organizzate anche visite guidate nelle cantine del territorio.

Ad ogni iscritto al corso viene fornita una valigetta contenente 6 calici da degustazione e il libro di testo. A discrezione di ogni docente, inoltre, è possibile ricevere anche il materiale didattico delle singole lezioni. Inoltre, in quanto iscritti all’Associazione, si riceve con cadenza trimestrale una copia della rivista “L’Assaggiatore”, periodico di cultura e didattica del vino curato dall’ONAV.

Al termine del corso, dopo aver superato l’esame finale, si otterrà la “Patente di Assaggiatore”, riconosciuta dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e che permette l’iscrizione all’Albo Nazionale degli Assaggiatori, consultabile online sul sito www.onav.it.

Il corso partirà lunedì 28 novembre 2016, alle ore 20.30, presso “La Buvette” (Piazza Trieste, 5 – Trani).

 

Per informazioni e iscrizioni: ONAV BAT (345/9686350 – bat@onav.itwww.onav.itwww.facebook.com/onavbat)

Prosecco Lessini Durello

LogoLessiniDurello
La premessa è ovvia e scontata: se l’analisi fosse limitata ai numeri il discorso che sto per fare non avrebbe nemmeno ragione di esistere. Alla terrificante potenza di fuoco rappresentata da circa 400 milioni di bottiglie, tra Doc e Docg, del Prosecco, nemmeno un milione di bottiglie rappresentate da un’altra denominazione non fanno nemmeno il solletico.

Se si ragiona invece in termini di diversità e di valorizzazione di produzioni che presentano caratteristiche del tutto peculiari e che rappresentano la tradizione vinicola di una determinata zona, allora è legittimo dire, quando si parla di bollicine venete, che c’è altro oltre al Prosecco. E che anche se quest’altro è rappresentato da una produzione, che, con la tenacia di una formichina, continua a crescere e ha superato, tenetevi forte, quota 700 mila bottiglie, proposte da un numero, questo sì crescente, di aziende (sono 22), il Lessini Durello merita attenta considerazione. Anche perché i vini che rivendicano questa denominazione sono davvero buoni, quando non sorprendenti.

Sono bollicine, prodotte sia con la metodologia produttiva del Prosecco, ovvero il metodo Martinotti-Charmat, sia con la più impegnativa tecnica della rifermentazione in bottiglia, che si identificano con un’uva, la Durella, che vanta una plurisecolare presenza (le prime testimonianze si hanno in epoca medioevale) nella zona dei Monti Lessini, ovvero l’area collinare che in provincia di Verona comprende l’alta Val d’Illasi, la Valle del Tramigna e i comuni più a nord della Val d’Alpone, e le vallate del Chiampo, del Leogra e dell’Agno nel vicentino.

Per anni, utilizzandola come uva da taglio destinata a “spumanti” italiani ed esteri (i Sekt tedeschi ad esempio), si è pensato che la sua acidità, che potremmo definire “indomita”, costituisse la caratteristica basilare, ma in seguito, studiando meglio l’uva ed i territori, in larga parte di origine vulcanica, dove la Durella si è diffusa, si è colta tutta la complessità di questo vitigno. Che dà vini che una volta spumantizzati rivelano doti di freschezza e una tenuta nel tempo impensabile, ma abbinati a sapidità, mineralità, ricchezza di sapore, ad un corredo aromatico complesso. Che emerge soprattutto nei metodo classico con lunga permanenza sui lieviti e che esprime note floreali, fruttate, di frutta secca.

Un vino, il Lessini Durello (la denominazione Monti Lessini è invece riferita ai vini non spumantizzati, fermi o addirittura passiti), tutelato da un attivo Consorzio, cui aderiscono 18 delle 22 aziende complessive, e che rappresenta il 97% dell’intera produzione – sono coltivati a uva Durella 366 ettari sulle colline veronesi e 107 ettari su quelle vicentine, e sono circa 430 i viticoltori che lavorano con quest’uva, che rientra benissimo nella categoria delle bollicine alternative da vitigni autoctoni.

Ben conosciuto e apprezzato in area veneta, e da nicchie di estimatori che anche fuori della regione di produzione ne apprezzano la particolarità, il nerbo acido, la verticalità, l’energia, la capacità di sposarsi a piatti di non facile abbinamento come il baccalà, le lumache, l’anguilla, il Lessini Durello (la produzione di Charmat è nettamente superiore, in termini quantitativi, a quella di metodo classico), ha visto in qualche modo frenata la sua popolarità e diffusione non solo dalla produzione limitata, ma da una distribuzione limitata, tranne in rari casi, a Veneto e dintorni.
TopItalianWine

Come fare dunque, se si è incuriositi da questo tipo di bollicine e se avendolo provato una volta in qualche occasione si desiderasse ripetere a casa l’esperienza? Certo, si può sempre contattare i produttori o andare a visitare le loro cantine trovandosi in zona. Da qualche tempo una valida e moderna alternativa è offerta ai consumatori che amano acquistare i vini anche on line da un accordo intercorso tra il Consorzio Vino Lessini Durello e uno dei più validi portali, organizzato in negozi monotematici, specializzati nella vendita di vini altrimenti difficilmente reperibili, ovvero Top Italian wine. Dopo essersi specializzato nella selezione e proposta di vini passiti e vin santi, Top Italian Wine ha pensato di creare una serie di Corner Shop realizzati in partnership con Consorzi di tutela per la valorizzazione di produzioni autoctone o di etichette d’eccellenza e di nicchia di singoli produttori.

Il risultato è una vetrina Web, un punto vendita on line , che per ora rende disponibili agli appassionati due Lessini Durello Charmat e otto Lessini Durello metodo classico proposti da sette aziende associate (si prevede progressivamente l’entrata anche delle altre), con un assortimento che va dai vini più immediati, ma non banali, a millesimati 2011-2010-2009 e 2008.

La presentazione di ogni vino è corredata da un’ampia scheda descrittiva del produttore e una nota di degustazione.

Una bella iniziativa, che merita attenzione: una vetrina Web per trovare e provare più facilmente e prendere maggiore confidenza con il Lessini Durello.

A Italia in Rosa 2016 protagonisti Chiaretti, Rosati e Rosé di 14 regioni e della Provenza

Inaugura oggi Italia in Rosa, per un fine settimana all’insegna di Chiaretti, Rosati e Rosé. Ai banchi d’assaggio 170 etichette di 130 cantine provenienti dalle 14 principali Foto-sacchetto-168x300regioni produttive italiane oltre che dalla Provenza, conosciuto per essere il terroir più importante al mondo per i rosé.

Insomma, l’evento, il principale dedicato ai vini rosati e il primo ad essere nato in Italia, in programma dal 10 al 12 giugno 2016 a Moniga del Garda, dalle 17 alle 23, è un’occasione da non perdere per chi ama questa tipologia di vini e anche per chi ancora non li conosce. Impossibile trovare altrove tanti produttori di diverse zone concentrati in un solo posto, e che produttori! Basta scorrere l’elenco delle aziende partecipanti per trovare cantine storiche, quelle che hanno fatto la storia dei vini rosati, e giovani emergenti, che hanno nella qualità il faro del loro lavoro.

Un’occasione in più sono le degustazioni guidate, anch’esse comprese nel ticket di ingresso. Da prenotare online o per telefono.

La location di Italia in Rosa è quella offerta dal Castello trecentesco del paese, che domina dall’alto la sponda bresciana del lago di Garda. Un panorama mozzafiato, che spazia sugli oliveti e sui vigneti della Valènesi, terra vocata alla produzione del Chiaretto. Anzi, proprio qui nel 1896 il sistema di produzione di questa tipologia di vino è stato codificato da Pompeo Molmenti, al quale è intitolato un premio, di cui proprio domani a Italia in Rosa conosceremo il vincitore.

I vini rosati stanno vivendo nel mondo una crescita che va controtendenza rispetto al calo dei consumi. In Francia il consumo è pari a un terzo del totale, negli Usa supera il 20%, in Italia siamo ancora al 6%, ma qualcosa sta cambiando, specie tra i produttori che puntano a fare dei chiaretti, dei rosati e dei rosé vini con una personalità e una longevità sempre più spiccata.

Di tendenze di consumo si parlerà nella mattinata di sabato 11 giugno nel corso del convegno che il Consorzio Valtènesi organizza ogni anno a Italia in Rosa, di cui è co-organizzatore. Titolo dell’incontro è “Il futuro del Rosé: numeri e dimensioni di un mercato in forte espansione”, durante il quale Michel Couderc, Responsabile del Centro Studi ed Economia del Conseil Interprofessionel Vins de Provence, presenterà gli ultimi dati dell’Osservatorio Internazionale dei Vini Rosati, mentre Tiziana Sarnari di ISMEA parlerà della situazione italiana, lanciando il tema di un Osservatorio dei Vini Rosati anche per l’Italia.

A Italia in Rosa c’è spazio anche per un pizzico di glamour: sabato 11 giugno alle 20 ci si può presentare in gruppo con gli amici vestiti di rosa (magari per gli uomini basterà una T-shirt o per i più spiritosi delle bretelle e un papillon), con una tovaglia dello stesso colore e piatti a base di ingredienti anch’essi rosa, per la prima edizione della Cena in Rosa. Chi lo farà avrà diritto a uno sconto del 50% sul biglietto di ingresso per poter mangiare accompagnando i propri piatti con i vini rosati in degustazione ai banchi di assaggio.